Cos’è un impianto domotico? Come funziona, chi lo installa, costi e benefici

Cos’è un impianto domotico? Come funziona, chi lo installa, costi e benefici

Aprile 17, 2019 0 Di giuseppe borasio

Continua a crescere il mercato della domotica con 380 milioni di fatturato nel 2018, ben un +52% rispetto al 2017. La Smart Home non è più appannaggio di pochi, circa la metà degli italiani, infatti, oggi possiede in casa un dispositivo smart.

Cresce ancora il mercato italiano delle Smart Home ovvero delle case intelligenti, che integrano impianti di tipo domotico, per garantire massima sicurezza, minori consumi, migliore gestione dei diversi dispositivi connessi, più controllo, più personalizzazione e quindi più comfort. 

Se fino a qualche anno fa domotica e Internet Of Things erano segmenti semi-sconosciuti, oggi il 41% degli italiani possiede in casa almeno un oggetto connesso, con le soluzioni per sicurezza (come sensori per porte e finestre) in prima posizione. Anche se l’utilizzo delle funzionalità smart è una vera e propria abitudine solo per il 25% degli utenti che posseggono un elettrodomestico connesso.

Il mercato della Smart Home nel 2018 ha registrato, infatti, un incremento notevole, circa il 52% in più rispetto all’anno precedente, raggiungendo così un valore complessivo di oltre 380 milioni di euro. Questa grande crescita esponenziale è molto probabilmente da imputare anche all’arrivo in Italia dei grandi Over The Top (OTT) con con gli smart home speaker Google Home Amazon Echo, che hanno rivoluzionato l’approccio alla casa connessa e hanno dato una forte spinta alle vendite di tutti gli altri oggetti smart compatibili con i due  assistenti vocali, soprattutto legati al riscaldamento e all’illuminazione.

Questi sono alcuni dei dati presentati dall’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano (www.osservatori.net) pochi giorni fa durante il Convegno “Smart Home: senti chi parla!“.


Il trend di crescita del mercato italiano è paragonabile o addirittura superiore a quello dei principali Paesi europei, anche se in termini assoluti il divario da colmare è ancora ampio. Basti pensare alla Germania che registra un +39% con un mercato di 1,8 miliardi, al Regno Unito con un +39% e un mercato da 1,7 miliardi e alla Francia con un +47% e un mercato da 800 milioni.